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Persone con la SM
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Persone con la SM:

 



  Profile del mese Luglio 2010

Mostafa Ezzat

Mostafa Ezzat
Nome: Mostafa Ezzat
Nazione: Egitto
Professione: Ingegnere elettronico
Età: 32
Anno di diagnosi: 1999
Tipo de SM Progressiva secondaria

Ho ricevuto la diagnosi di SM mentre studiavo ingegneria elettronica e delle comunicazioni all’università del Cairo. Ero al quarto dei cinque anni di corso ed ero tutto proteso all’idea di una carriera di successo in informatica o comunicazioni mobili.

Quando finii i miei studi fu difficile trovare un lavoro che fosse adatto alle condizioni imposte dalla mia patologia. Per quanto fossi disoccupato, non trovavo mai difficile tenermi su di morale. Decisi di usare il tempo il meglio possibile. Smisi di fumare e mi perfezionai nella padronanza del francese. Mi misi a leggere molto e mi preparai mentalmente per quando avrei potuto cominciare a lavorare.

Sostenni un colloquio per un posto nel reparto manutenzione di una società di telefonia mobile, ma mi dissero che non ero idoneo perché non potevo guidare un’automobile. La mia l’avevo venduta quando i miei sintomi mi avevano provocato un incidente. In seguito trovai un lavoro in una società elettrica, ma lo dovetti lasciare quando mi chiesero di trasferirmi in un altro stato, dove non avrei avuto l’appoggio della mia famiglia. Sarebbe stato molto difficile cavarmela da solo se avessi avuto una ricaduta.

Attualmente lavoro per un’altra società elettrica, in cui mi trovo da circa sei anni. Lavoro in ufficio, dove uso il computer. Ho provato ad essere innovativo e distinguermi dagli altri. Credo di avere avuto successo e di avere ottenuto il rispetto dei miei colleghi. Mi sono creato un ruolo che altri avrebbero difficoltà a svolgere.

Il maggiore danno è stato causato dall’ignoranza della gente

All’inizio la cosa che mi ha causato il danno maggiore è stata l’ignoranza delle persone intorno a me. Io stesso sapevo molto poco della SM e trovavo difficile rendermi conto della realtà di vivere con questo tipo di malattia. Alcuni pensavano che fosse un disturbo psicologico, alcuni la consideravano pigrizia. Erano restii ad accettare l’opinione medica ufficiale, il che mi faceva dubitare delle cure che ricevevo.

Mi sentivo sotto la pressione di guarire presto. Ero frustrato dal fatto che non ero più capace di fare le cose di prima. Tutto questo raggiunse il massimo, quando mio padre insistette che mi lasciassi curare e rifiutò di lasciarmi continuare la cura che stavo facendo, proprio nel corso di una ricaduta, il che provocò delle conseguenze, che mi obbligano ora a camminare con l’ausilio di un bastone.

Questa esperienza mi ha fatto riconsiderare il modo in cui ho trattato la mia patologia, ed ora non permetto agli altri di influenzare le mie decisioni che riguardano la salute ed il benessere. È importante seguire le indicazioni dei miei medici.

Persino nel mio lavoro attuale sono stato più volte vittima di discriminazioni a causa del mio stato di salute, ma ho affrontato questi problemi con pazienza, coraggio e fede. Non ho mai perso la speranza che Dio mi darà la guarigione, e non mi sono mai arreso a questa malattia, che è una sfida continua.

MSIF ringrazia Claudio Conforti dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla – AISM – per la traduzione di questo profilo.



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