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  Marzo 2009 Profilo del mese
Ahmed Darwish

Ahmed Darwish

Nome: Ahmed Darwish
Nazione: Egitto
Età: 47
Tipo di SM: Secondaria progressiva
Anno di diagnosi: 1992





Fu nel 1987, mentre studiavo informatica e matematica all’università a New York che comparvero i primi sintomi: cominciai a sentire intorpidimento e formicolio nella testa. Oltre allo studio lavoravo, e pensai che i miei sintomi fossero dovuti al troppo lavoro. Così decisi di non farmi vedere da un medico.

Fino al 1990, quando lavoravo come programmatore per un’agenzia di pubblicità, andò tutto bene. Un giorno mi svegliai e mi resi conto che non avevo più sensibilità dalla cintola in giù. Questa volta andai da un medico. Mi disse: "Sembra proprio un inizio di sclerosi multipla (SM)", ma era un po’ dubbioso, a causa della mia nazionalità. Disse che sarebbe stato più sicuro se avessi avuto un secondo attacco.

Il secondo attacco lo ebbi nel 1992, quando vivevo al Cairo, in Egitto. Cominciai a sentire del torpore allo stomaco; avevo problemi di equilibrio, immagine doppia e non riuscivo ad usare la mano sinistra. Inoltre le gambe mi si appesantirono e non riuscivo a camminare. Allora avevo trent'anni, ed i medici mi diagnosticarono SM.

I primi mesi dopo la diagnosi furono molto difficili, perché rischiavo di mettere a repentaglio il mio futuro, e mi preoccupavo di come me la sarei cavata economicamente. Cercai tutte le informazioni che potevo sulla malattia e passai attraverso tutta una serie di diverse fasi emotive, compresa depressione, negazione e senso di colpa. Dopo questo periodo iniziale decisi che non volevo diventare una vittima della malattia, ma un superstite!

Mia madre aveva la SM, e la mia diagnosi comportò che ora potevo capire quanto doveva essere stato duro per lei allevare cinque figli e badare alla casa. La mia diagnosi ci avvicinò molto, poiché lei comprese a fondo la mia situazione.

Compresi che dovevo affrontare la vita in modo diverso, e prendermi cura di me stesso. Avevo compreso che si può vivere con la SM, cambia solo il modo di gestire il proprio tempo. È importante stabilire le proprie priorità e portare a termine solo quello che è importante per sé. Dovetti cambiare le mie prospettive di carriera, finché trovai qualcosa che mi si adattava. Prima ero consulente informatico e adesso sono consulente personale per investimenti (investo in borsa e nel mercato immobiliare).

Incontrare altre persone con SM attraverso l’Associazione Egiziana, che ho contribuito a costituire, è stato un grosso aiuto. Siamo in contatto gli uni con gli altri e siamo stati di grande aiuto fra di noi. Dal 2003 sono su una sedia a rotelle. Sono lieto di dire che questo non mi ha impedito di essere presente alle riunioni dell’associazione, facendo del mio meglio per aiutare le altre persone con SM e andando anche all’estero.

C’è una frase di Gandhi che mi ha sempre ispirato: "Vivi come se tu dovessi morire domani. Impara come se tu dovessi vivere per sempre". Ho sempre questo detto in mente e cerco di vivere in accordo con esso. Credo che la SM mi faccia veramente apprezzare ciascuna giornata che vivo. Senza la SM non mi sarei mai fermato, per guardare al mondo in questo modo.


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